«Voglio che il mondo conosca il mio Cuore. Voglio che gli uomini conoscano il mio Amore. Lo sanno gli uomini quello che ho fatto per loro? Sappiano che invano cercano la felicità fuori di Me: non la troveranno…

Il mio invito lo rivolgo a tutti: alle anime consacrate e ai laici, ai giusti e ai peccatori, ai dotti e agli ignoranti, a chi comanda e a chi obbedisce. A tutti Io dico: Se volete la felicità, Io sono la felicità. Se cercate la ricchezza, Io sono la Ricchezza senza fine. Se desiderate la pace, Io sono la Pace… Io sono la Misericordia e l’Amore. Voglio essere il vostro Re.

Voglio che il Mio Amore sia il sole che illumina e il calore che riscalda le anime. Perciò desidero che si facciano conoscere le Mie parole. Voglio che il mondo intero sappia che Io sono un Dio di Amore, di perdono, di misericordia. Voglio che il mondo intero legga il Mio desiderio ardente di perdonare e di salvare, che i più miserabili non temano… che i più colpevoli non fuggano lontano da Me … che tutti vengano. Li aspetto come un Padre, con le braccia aperte per dar loro la vita e la vera felicità.[…]

 

INVITO ALLE ANIME

Io sono l’Amore!

Il Mio Cuore non può più contenere la fiamma che Lo divora.

Amo le anime a tal punto, che ho dato per loro la vita. Per amore loro ho voluto rimanere prigioniero nel Tabernacolo. Da venti secoli dimoro là, notte e giorno, velato sotto le apparenze del pane e nascosto nell’Ostia, sopportando per amore l’oblio, la solitudine, i disprezzi, le bestemmie, gli oltraggi, i sacrilegi! …

 

“…Tu conosci, Debora Mia, la tristezza del Mio Cuore tormentato dagli uomini, eppure tu sai che li amo sino ad incatenarMi nuovamente, essere prigioniero del loro cuore. Ben più penosa è la prigionia che Mi è riservata in Tabernacoli abbandonati, di quella che subii nel tempo della Mia condanna. Le anime Mi condannano oggi ad un martirio ben più grande: l’indifferenza!…” (Gesù a Debora, 28.02.2000)

 

Per amore delle anime ho voluto, col Sacramento della Penitenza, dare loro il perdono, non una volta o due, ma ogni volta che avranno bisogno di ricuperare la grazia. Là, le attendo … là desidero che esse vengano a lavarsi delle loro colpe, non con l’acqua, ma col Mio Sangue.

Nel corso dei secoli, ho rivelato in diverse maniere il Mio Amore agli uomini; ho mostrato quanto Mi consumi il desiderio della loro salvezza.

Ho fatto loro conoscere il Mio Cuore! Questa devozione è stata come una luce irradiante sul mondo, e oggi è il mezzo di cui si servono per commuovere i cuori, la maggior parte di coloro che lavorano alla propagazione del Mio Regno.

Ora però voglio qualche cosa di più, poiché se chiedo amore in cambio di quello che Mi consuma, non è questo il Mio unico desiderio: voglio che credano alla Mia Misericordia, che aspettino tutto dalla Mia Bontà, che non dubitino mai del Mio Perdono!

Sono Dio, ma Dio di Amore! Sono Padre, ma un Padre che ama con tenerezza e non con severità.

Il Mio Cuore è infinitamente santo, ma altresì infinitamente sapiente e, conoscendo la miseria e la fragilità umana, s’inclina verso i poveri peccatori con una Misericordia infinita.

Amo le anime dopo il primo peccato, se vengono a chiederMi umilmente perdono … le amo ancora dopo che hanno pianto il secondo, e se cadessero un miliardo di volte, Io le amo e le perdono sempre e lavo nello stesso Mio Sangue l’ultimo come il primo peccato.

Non Mi stanco mai delle anime e il Mio Cuore aspetta continuamente che esse vengano a rifugiarsi in Lui, e quanto più sono miserabili! Un padre non si prende maggior cura del figlio malato che di quelli sani? Le sue premure e le sue delicatezze non sono forse più grandi per lui? Così il Mio Cuore diffonde sui peccatori, con più larghezza ancora che sui giusti, la sua compassione e la sua tenerezza.

Ecco ciò che desidero far sapere alle anime: insegnerò ai peccatori che la Misericordia del Mio Cuore è inesauribile; alle anime fredde ed indifferenti che il Mio Cuore è un fuoco che vuole infiammarle, perché le ama; alle anime pie e buone che il Mio Cuore è la via per progredire verso la perfezione e giungere con sicurezza al termine beato.

 

“…O figli, vi tenderò ancora la Mia mano, affinché conosciate la Mia infinita Misericordia e le profondità del Mio Sacro Cuore. Lasciatevi tutti educare dalla Volontà Suprema e vi libererò dal laccio di Satana, l’antico serpente. Sto ancora alla porta, affinché, salvandovi, possiate deliziarvi insieme a Me della pace, che dà la Patria beata. Il Mio Spirito vi rivela che “le sale preparate per il Santo sono ripiene già di Fuoco d’Amore”…”(Gesù a Debora, 10-11.06.1994)

 

Infine, alle anime a Me consacrate, ai sacerdoti, ai religiosi, alle anime elette e predilette, Io chiedo ancora una volta che Mi diano la loro fiducia e non dubitino della Mia Misericordia! E’ tanto facile attendere tutto dal Mio Cuore!

Farò conoscere alle anime fino a qual punto il Mio Cuore le ama e le perdona e come si compiaccia delle loro stesse cadute … sì, scrivilo … me ne compiaccio! Leggo nel fondo delle anime e vedo il loro desiderio di piacerMi, di consolarMi, di glorificarMi … e l’atto d’umiltà che sono costrette a fare vedendosi così deboli, è proprio quello che consola e glorifica il Mio Cuore: supplisco Io a ciò che loro manca.

Farò conoscere come il Mio Cuore si serve della stessa debolezza, per dare la vita a molte anime che l’hanno perduta.

Farò conoscere che la misura del Mio Amore e della Mia Misericordia verso le anime cadute, non ha limiti.

Desidero perdonare, Mi riposo perdonando.

Sono sempre pronto, aspettando con amore che le anime vengano a Me.

Non si scoraggino! Vengano e si gettino nelle Mie braccia!

(Tratto da “La meravigliosa avventura di Josefa” di Suor Josefa Menendez)

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