Spesso ci si sente circondati da creature che continuamente feriscono il cuore con i loro comportamenti.

L’anima è scossa, turbata, vorrebbe fuggire via e rifugiarsi nel caldo focolare ma una voce in fondo grida e risuona “Ama!”, “Ama sopra ogni cosa e perdona, perdona, perdona!”. Armati di buona volontà, dopo un attento  discernimento animato dalla preghiera, il cuore decide di accogliere e di abbracciare questa voce! L’Amore che Dio infonde nelle anime è irresistibile e non accetta compromessi, è una forza che va oltre ogni limite!

Allora inizia un lungo processo di interiorizzazione del dolore ricevuto, chiedendo nella preghiera la grazia di perdonare e nel frattempo tutto intorno ti parla di Amore e perdono. Amare i fratelli sopra ogni cosa. Ma come?

 

Povera creatura umana spezzata dal dolore che non è solo per sè stessa ma ancor più per il disamore verso Gesù che vige nelle creature.

Che fare allora? Tenere per sè il tesoro che Dio ha messo nel cuore facendolo palpitare all’unisono con il Suo o farsi strumento nelle Sue mani?

Quando il cuore era libero da ogni pensiero e pieno di pace la risposta sarebbe stata scontata: quale dolcezza nel rendersi strumenti ed identificarsi nel Divino Amato anche nella sofferenza! Ma quando la carne è provata, il “sì” diventa più “cosciente e consapevole” e solo facendo ricorso all’Amore infuso nel cuore si trova la forza e la strada per abbracciare ogni sorta di dolore per amore Suo.

Tra tentennamenti e sentimenti contrastanti il Buon Dio viene in soccorso all’anima parlando e mostrandosi in tutto il Suo Splendore come una consolazione, una risposta ai tanti interrogativi che infuriano nel cuore e nella mente.

L’anima sa che deve ancora interiorizzare molte cose e che tali parole sono da meditarle una dopo l’altra…

Anche se il dialogo proviene da un libro ed è riferito ad un’altra creatura il cuore sente sue quelle parole perchè è lo Spirito di Dio che parla e non a caso il libro porta il titolo di: “Sapienza rivelata del Dio Vivente”…

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G: “Pace a te, Mia amata confidente”

D: “Accolgo la Tua pace come la terra conserva in sé il seme per dare buon frutto”

G: “Tu dunque, anima Mia, non sei forse terra resa fertile dall’inondazione del Mio Preziosissimo Sangue rinnovato nel tuo dolore?”

D: “Come potrei dimenticare le grandi cose che hai operato in me, Signore mio e mio Dio”

G: “Mio ulivo verdeggiante è la tua giovane sofferenza. Tu sei il segno del Mio Amore e non dimenticarlo, poiché le ore con destrezza ti distolgono dal contemplarMi, come facevi una volta. Forse ti acceca l’esser da Me impedita a lunghi dialoghi?[1]

D: “No, Signore, ma provo un profondo dolore e spesso le vie che mi tracci mi paiono impraticabili. Le persone incomprensibili a causa dei loro comportamenti: divisioni, incomprensioni, arroganza, menzogna e falso discernimento”

G: “E dimmi, non sono forse Io stesso che permetto a questi miseri sciagurati compagni di fede di esserti vicina e tormentarti con i loro ingiusti comportamenti? Non sono Io stesso che ho posto questi tiepidi e freddi uomini accanto al tuo piccolo focolare, per ricevere nel loro nulla la Mia infinita grazia? Lo dovevo[2] fare e non ho esitato a farlo!

Se conoscessero la visione interna dei loro falsi ed egoistici comportamenti verso di Me e te, quale Mio strumento, piangerebbero e lo farebbero con tale dolore da provare d’essere straziati e moribondi. Io dunque lascio che ciò avvenga e questo non perché tu debba meritare d’aver continue pietre, ma solo ed unicamente perché attendo un loro mutamento. Nessuno di coloro che ti è stato accanto ed ha ricevuto, sia in modo tanto indiretto quanto misterioso, è lontano dalla Mia mano piena di Giustizia e abbondante in Misericordia. Nessuno ti dico, neanche i Consacrati![3]

Figlia Mia, se fossi ancora in mezzo a voi come un tempo, non avrebbero un comportamento dissimile. Ove non regna rispetto e amore e perdono e carità e unione e pace, là non ci sono Io. Né preghiera, seppur la più santa, è dal Mio cuore accolta. Se si sforzassero almeno, avrei di che premiarli! Cara Mia, la forza che ti pongo nel cuore, è proprio perché continui, seppur in grave pena, a sottoporti per Mio amore a tali vili.

Nulla ostacoli questo agire solo per forza d’amore che, racchiusa nel Mio Corpo, ti sostenta. Mentre agisci, Io creo. Irradiamo anzitutto amore, accetti?”

D: “Mio Buon Gesù, o Amato mio, o mio Padrone, o mio Sovrano, tanta grazia mi concedi e dovrei rifiutarmi? Nient’altro che la Tua Volontà. Nella Tua Volontà è la mia pace e la mia risurrezione”

G: “Questa fiducia deve sempre animarti ed Io ti benedirò con la Mia Onnipotenza. Amo le creature che si abbandonano con fiducia e lasciano che Io, il Santissimo Amore, disponga di loro. (Un breve silenzio e poi)

Il tuo pensiero è rivolto al diavolo[4]. Dimmi cosa temi? Conosci bene, Mia allieva, che questa bassa creatura non è capace d’esprimersi in favore dell’Amore! Questo è un purissimo sentimento che è fonte dell’Unica ed eterna Sorgente”

D: “Signore mio, no. Non oserei ancora dubitare delle Tue Sante Parole”

G: “Il tuo dubbio non Mi offende, ma desidero che inizi ad avere i criteri per una buona preparazione contro di lui ed i suoi servitori. Sono Io che ti parlo: l’Amore fattosi vita! Prega ora con Me e segretamente oggi ti dico che tutto puoi ottenere dal Padre e dallo Spirito Santo, se Mi offri a Loro come Servo obbediente fino al Sangue e Corpo donato per la nuova vita. OffriMi al Padre e per i Miei meriti che non cesseranno mai, Egli t’ascolterà.

Scrivi pure:

Padre Eterno Santo, Spirito di Carità eccelsa,

vogliate accettare come una solenne offerta:

l’amore, le piaghe, il supplizio,

la paura della morte, l’abbandono, il tradimento

del Vostro Figlio unico e prediletto, Gesù,

per salvare, giustificare e perdonare

l’umana Vostra figliolanza.

Vi glorifico, adorando il “Nome”[5] del Padre,

del Figlio e dello Spirito Santo

Ripetila spesso ed associa di Mia Madre come una catena rinforzata offrendo il Suo dolore con il Mio:

“Padre Giusto e Verace, perfettissimo,

con l’offerta del dolore di Maria,

la Santa delle sante,

presso la Croce e durante la vita terrena

ed oggi in quella celeste,

vogliate accettare la mia umile richiesta”.

D: “Signore, soffre tanto la Madre Santa?”

G: “Senza paragoni è il Suo dolore per l’umanità degenere e profanatrice.AmaLa, questa Mia Santissima e amorevolissima Colomba, piena di Spirito Mio, carne della Mia Carne, sangue del Mio Sangue; e promettiMi che La farai amare. Io voglio che la Sua gloria sia da tutti conosciuta.

Maria, Lei è il Mio secondo Cuore ardente: comprendeteLo! Sappiatelo o voi sacerdoti e Consacrati che il Rosario è la preghiera che, in Adorazione, gradisco di più. Esso vi santifica e vi fa riflettere sprofondando nel miracolo più grande: l’Amore Mio e di Mia Madre per voi, solo per voi.

Ora portaMi anime che preghino e che preghino col cuore il Rosario rivelato dal Cuore Immacolato della Sposa tutta d’oro, Maria Santissima, Mia e vostra Mamma. Imparate a chiamarLa “Mamma”. A presto. Sii in Me e scrivi il Mio segno”.

(Messaggio di Gesù, Re della Rivelazione)

 

[1] Un tempo i dialoghi con il Signore erano molto più frequenti rispetto ad oggi. Tuttavia avverto il Suo occhio vigile su di me.

[2] Era necessario che lo facessi, e l’ho voluto.

[3] Qui il Signore ha un tono molto severo, specialmente nel pronunciare “Consacrati”.

[4] “Stavo infatti pensando alle astuzie del demonio, rimanendone impressionata notevolmente, soprattutto sulla forza e potenza che l’uomo gli dà, lasciandolo entrare nei cuori”.

[5] Il termine “Nome” racchiude la Presenza.

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