La Santità non è compiere opere straordinarie, ma seguire Gesù con fiducia

La Solennità di Tutti i Santi ci invita ad innalzare lo sguardo al Cielo e a meditare sulla pienezza della vita divina che ci attende. Benedetto XVI, in questi anni, ha sottolineato più volte che nella fretta del vivere quotidiano spesso ci dimentichiamo che la meta della nostra esistenza è “l’incontro faccia a faccia con Dio”. Una meta che si raggiunge attraverso la santità, che perciò non è “una condizione di privilegio riservata a pochi eletti”, ma il compito di ogni uomo. Ma in che consiste la santità?

“All’interrogativo si può rispondere anzitutto in negativo: per essere santi non occorre compiere azioni e opere straordinarie, né possedere carismi eccezionali. Viene poi la risposta in positivo: è necessario semplicemente ‘servire’ Gesù, ascoltarlo e seguirlo senza perdersi d’animo di fronte alle difficoltà (…) La santità esige uno sforzo costante, ma è possibile a tutti perché, più che opera dell’uomo, è anzitutto dono di Dio”. (Omelia, 1 novembre 2006)

In questo cammino non siamo soli, ma siamo accompagnati dai santi di tutti i tempi. Per questo il Papa ricorda quanto sia “bella e consolante la comunione dei santi”, “una realtà che infonde una dimensione diversa a tutta la nostra vita”:

“Non siamo mai soli! Facciamo parte di una ‘compagnia’ spirituale in cui regna una profonda solidarietà: il bene di ciascuno va a vantaggio di tutti e, viceversa, la felicità comune si irradia sui singoli. E’ un mistero che, in qualche misura, possiamo già sperimentare in questo mondo, nella famiglia, nell’amicizia, specialmente nella comunità spirituale della Chiesa. (Angelus, 1 novembre 2009)

Legata a questa solennità è la commemorazione dei fedeli defunti, il 2 novembre, che il Papa invita a vivere “secondo l’autentico spirito cristiano, cioè nella luce che proviene dal Mistero pasquale. Cristo è morto e risorto e ci ha aperto il passaggio alla casa del Padre, il Regno della vita e della pace. Chi segue Gesù in questa vita è accolto dove Lui ci ha preceduto”:

“Mentre dunque facciamo visita ai cimiteri, ricordiamoci che lì, nelle tombe, riposano solo le spoglie mortali dei nostri cari in attesa della risurrezione finale. Le loro anime – come dice la Scrittura – già ‘sono nelle mani di Dio’ (Sap 3,1). Pertanto, il modo più proprio ed efficace di onorarli è pregare per loro, offrendo atti di fede, di speranza e di carità. In unione al Sacrificio eucaristico, possiamo intercedere per la loro salvezza eterna, e sperimentare la più profonda comunione, in attesa di ritrovarci insieme, a godere per sempre dell’Amore che ci ha creati e redenti”. (Angelus, 1 novembre 2009)

(www.radiovaticana.org)

Dalla Sapienza Rivelata del Dio Vivente leggiamo:

“…La santità è tanto vicina a voi che basta un semplice sì e, come un matrimonio solenne e perpetuo, sarete una sola cosa. Cari Miei, è un tempo doloroso per questa umanità e molti, dico molti dolori si affacceranno, ma, con la preghiera ed il Mio aiuto, questi potranno essere allontanati, figli Miei, c’è molto pericolo ed è per questo che Mi sto manifestando con tanto e continuo rinnovamento…” (1.11.1994)

“… Voi tutti ben sapete che satana tesse le trame più insidiose per allontanarvi dalla santità, per farvi giacere nell’ombra istigandovi all’egoismo ed in particolare al secolarismo. Non lasciatevi ingannare!

Seguite la Chiesa cibandovi dei Sacramenti, divenendo modello di fedeltà a Gesù Eucaristico. Parlate ai Miei Sacerdoti di come la Madre brama ardentemente che ovunque si accendano Focolari di Riparazione Eucaristica…” (18.1.2000)

“… Figlioli, i Focolari che vi ho insegnato ad edificare vi mostreranno il reale cammino che vi condurrà alla Santità ove Dio Creatore vi attende con le Sue braccia aperte…” (23.4.1999)

“…Figliola Mia, non tante volte verrò più sulla terra, ma sin da ora si sappia che il Mio Appello si farà più pressante, perché la catastrofe (non deve essere intesa necessariamente nel senso materiale)che sta per arrivare, sarà così immediata che nemmeno uomo sveglio potrebbe accorgersi. A tale scopo vengo e ritorno sovente, perché vi convertiate di cuore e viviate in santità e giustizia in questo mondo corrotto fino in cima. Se veramente vivete il Vangelo dimostrate alla vostra Madre i frutti di questa amorosa scelta…” (23.5.1995)

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