Miracolo a Israele: la Madonna piange olio

(12-02-2014 14:05) Succede nella casa di una famiglia di religione greco-ortodossa in Israele.
Adesso il fenomeno sta attirando cristiani, ebrei e musulmani.
Qualcuno grida al miracolo, qualcuno si limita ad osservare tra lo stupore e l’incredulità: in Israele, a Tarshiha, una statuetta della Vergine Maria sembrerebbe piangere olio.
Posta in una teca nel soggiorno di casa Osama Khoury, si è ormai creata una vera e propria processione tra gente che viene, si sofferma un po’ a pregare, si emoziona e va via. La proprietaria di casa, Amira, è stata colei che per prima si è accorta che la Madonnina era ricoperta di olio . L’effigie, racconta Khoury, “ ha parlato” alla moglie dicendole di non avere paura.
Le voci riguardanti la statua si sono diffuse dopo che un vicino di casa ha assistito al presunto miracolo. Effettivamente, alcune parti della statua appaiono essere viscide e umide, anche dopo essere state pulite. La cosa più impressionante, afferma la famiglia, è quando una specie di “lacrima” sembra scendere lungo la guancia della statua. (www.news.leonardo.it)
MOLTE COSE CI COLPISCONO IN QUESTA NOTIZIA: IL LUOGO, ISRAELE, TEATRO DI GUERRA E DI NEGOZIATI CHE SEMBRA NON CONOSCERE FINE; L’ELEMENTO DELL’OLIO CON I SUOI MOLTEPLICI SIGNIFICATI. NEI TESTI SAPIENZIALI, L’OLIO DIVENTA LA METAFORA CHE ESPRIME AL PRESENZA E LA FORZA DI DIO, IL SUO PERDONO CHE SANA LE NOSTRE FERITE. L’OLIO CHE LENISCE E CURA, CHE CONSACRA PERCHE’ UNGE COME "UNTO" E’ IL CRISTO DEL QUALE SIAMO FIGLI.
MA QUELLO CHE PIU’ SORPRENDE E’ CHE QUESTA LACRIMAZIONE HA ATTIRATO MOLTE PERSONE DI VARIE RELIGIONI, CRISTIANI, EBREI E MUSULMANI, RADUNANDOLI IN UN UNICO LUOGO.
MARIA: REGINA DI TUTTI I POPOLI, REGINA DELL’UNITA’, REGINA DELLA PACE.
Ella è l’unica Sorgente, fonte del vero ecumenismo, la Donna vestita del Sole-Dio vincerà l’antico nemico, riunendo ogni uomo, ogni popolo sotto il Suo materno sguardo.
Ella è Myriam, Colomba pura dell’autentica Pace, frondosa Uliva del Padre, Madre del pacifico Mio Cuore…; (Gesù a Debora, 16 luglio 1998)

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