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L'anima consola l'Amore agonizzante nel Getsemani

Gesù: “Debora mia, non rifiutarMi di offrirMi la tua consolazione mediante la levata notturna!”
D: “Come potrei, caro Maestro agonizzante, abbandonarti in un simile stato?... Povero Amor mio che ti ho annientato nei miei pensieri ambiziosi e devianti. Perdonami!” (7.4.1999)

Preghiera iniziale
O Agnello immolato, mi scuote il grido della Tua agonia atroce e in tale ora di suprema sofferenza, voglio vegliare con Te. O Gesù, come mi rimprovera l’angoscia del Tuo Cuore! permettimi di avvicinarmi a Te, che sei solo in questa notte di effusione di sangue che Ti tortura sino a spremerTi, lasciandoTi pallido per mancanza di corrispondenza. Non c’è riposo per me sino a quando Tu non abbia trovato un piccolo conforto nella condivisione. Una desolazione!
Tutti Ti abbiamo abbandonato nell’atto di bere l’amaro calice, ma mi rianimo nel sapere che Ti ha confortato il dolce pensiero di tutti coloro che nei secoli avrebbero portato, per amor Tuo, l’agonia del Tuo Cuore.
Nel Tuo Fiat vedo consumare tutte le risposte positive di anime che si lasceranno ferire della Tua Passione. Lasciami rimirare nel Tuo silenzio e partecipare della Tua solitudine.

Sui grani del Pater:
- Divin Padre, nel Sangue effuso del Tuo Figlio Redentore
- Io vi immergo ogni anima per il trionfo del Tuo Volere

Sui 10 grani piccoli:
- O Gesù, per Tuo Sangue sparso nell’agonia
- Prendi come altare la volontà mia

Preghiera finale
Amoroso mio Signore, sii lodato per tanta compassione. Nel mistero dell’abbandono offri un grande insegnamento all’uomo che la mansuetudine fa grande il servo inutile.