Giovanni Paolo II: il "Martire bianco"

Sino al 1978 l’umanità aveva imparato a pregare per il Papa, ma conseguentemente ha conosciuto la novità di pregare con il Papa. Diceva Frére Roger: “ancora altre cose con Lui si impareranno a fare; guardando il mondo con uno spirito diverso!”.

I giovani, protagonisti principali di tale rinnovazione ce lo possono testimoniare! L’ultima frase di Giovanni Paolo II sul letto di morte è stata: “Io vi ho chiamato e voi siete venuti”. Venuti da chi? Dall’amico prete? Da un carismatico? Da un politico per il sociale? No! Dall’uomo servo di Cristo, suo autentico portavoce! Che magnifica promessa è stata rivolta a Debora, giovane tra i giovani e parte di quello stesso programma di chiamata indirizzata alle nuove generazioni: “Tutti i giovani della terra verranno a Me”(Cfr. “Sapienza Rivelata del Dio Vivente – Vol.1).

Lei non sapeva che un Araldo brillante dell’Amore stava muovendo i suoi passi con un ministero unico, di portata veramente cattolica. La maniera con cui Giovanni Paolo II ha saputo trasmettere la fede, la speranza in Gesù Cristo, il credo, compiendo opere e missioni nel Nome Santo di Dio, sono stati i frutti di una sequela d’amore che fanno del ministero petrino non più un grosso ostacolo di dialogo tra le diverse confessioni. Lui ha assunto in sé il vero compito dell’essere al di sopra e lo ha vissuto non come un fatto di potere ma di servizio suffragato da sofferenze e martirio personali. Se i ragazzi lo hanno ascoltato, ciò è avvenuto perché hanno ascoltato la verità intera, non adattata al tempo, schiacciata o stigmatizzata dal propagandismo del falso liberalismo che spesso paventa il libertinaggio.

Il Papa aveva sofferto in Polonia ai tempi duri del comunismo assaporando la bruttura della schiavitù prodotta dai sistemi imposti, dalle guerre scatenate non per elevare la dignità degli uomini ma per toglierla, dalla violenza fatta subire orribilmente per il fanatismo ideologico; egli non avrebbe mai potuto adattare le esigenze di Dio e della Chiesa, Sua Sposa Mistica, a tutto questo e a quanto continua sotto altre vesti ed altre circostanze. Il suo esempio ci è stato dato dallo Spirito Santo perché imitabile, possibile e necessario.

Nella rivelazione della SS. Vergine a Manduria, Papa Giovanni Paolo II ha un ruolo importantissimo per il progetto di Dio sull’intera umanità.

“… La gente sappia che Io sto intervenendo con tutta la Mia potenza di Mediatrice, affinché “la nave del Pietro dei Miei pascoli” giunga al porto del grande Trionfo …”

Non a caso Ella appare con l’emblema petrino impresso sulla sua veste, proprio nel punto in cui a Fatima appariva con la stella dorata, simbolo di consacrazione. Con l’inizio del Pontificato di Giovanni Paolo II, si apre l’era della restaurazione della Chiesa di Cristo realizzata prima con la Consacrazione dell’umanità al Cuore della Vergine Santissima attraverso l’infaticabile missione del beato servo di Dio e proseguito oggi con la Riparazione attraverso il Pontificato di Benedetto XVI.

“… Oggi il Mio Papa è vivamente contestato ed attaccato da molti della Chiesa e ciò costituisce un grande pericolo. Io vi invito a guardare attentamente il Segno che porto sulla Mia veste (il simbolo del Papa). Desidero che voi comprendiate quanto Mi è caro questo successore di Pietro. Io continuo a pellegrinare nel mondo perché Egli sia accolto e seguito attraverso la Devozione al Mio Cuore Immacolato…” (23.01.1999)

Durante il Suo Pontificato, Giovanni Paolo II ha sofferto molto sia fisicamente che spiritualmente e fino all’ultimo respiro ha offerto tutto a Dio, per mano di Maria, per la salvezza dell’umanità. Come dimenticare quando, nonostante l’infinita sofferenza, ha voluto seguire la Via Crucis, celebrata dal suo futuro successore, aggrappandosi forte al crocifisso per essere un tutt’uno con Gesù. Egli ha voluto vivere la sua Passione insieme a quella di Gesù per essere salvezza per l’uomo. Ci sono tanti ricordi impressi nella nostra mente dei suoi ultimi giorni di vita che fanno pensare soprattutto se si guarda al periodo in cui le ha vissute.

Giovanni Paolo II oltre che beato è possibile definirlo un martire proprio per la sofferenza sofferta ed offerta per la Chiesa di Cristo. Non a caso la dolcissima Vergine dell’Eucaristia ce lo ha indica come il Suo “Martire bianco”.

Sulla figura di Giovanni Paolo II Debora si è espressa tante volte descrivendone il carisma ma soprattutto sul progetto della Madre di Dio per l’umanità attraverso di Lui.

“Ogni volta che il Papa pronuncia una parola o un’esortazione, si è subito colpiti da una veloce penetrazione. Questa forza non può essere altro che un dono del Signore a favore della Chiesa e del mondo. Difendere questo dono certamente non sarà stato facile e così un lento martirio, ben accettato, ha formato un uomo che sarà indimenticabile … la forte umanità di Giovanni Paolo II e il suo interesse esplosivo per la Madonna e l’Eucaristia supera i confini e valica i cuori con una logica spirituale che sfugge alle menti. I giovani, in maniera del tutto singolare, essendo capaci di una recezione più aperta, si lasciano invadere da quell’amore che il Papa lancia su di loro e presto il riscaldamento dei cuori avviene. Non procede per tentativi il Vicario di Cristo tanto conosciuto ed amato, ma apre la sua fede a tutti: giovani, bambini, famiglia, anziani, religiosi e mai si è imposto, se non per difendere l’uomo stesso e le sue radici.

Egli è servo conscio di questa vocazione, la esercita con un’elaborazione tutta personale. La Santa Vergine lo chiama il Suo Martire bianco e penso che questo ha a che fare più con il suo presente che con il suo passato vissuto in una terra di regime comunista difendendo la fede in Cristo con una grande ed abile fede.

Oggi egli è il faro di Luce per tutti e sappiamo come spesso non è accettato il bene; S. Giovanni al Cap. 1,9-11 ci ricorda come “Veniva nel mondo la Luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non Lo riconobbe. Venne fra la sua gente ma i suoi non l’hanno accolto!”. Questo è un mistero che avvolge il Papa per primo!

Nessuno credo potrà scordare le sofferenze causate per l’attentato subito, ma trattenere la ribellione andando contro corrente senza esitare, porta ad una sofferenza inaudita. Le idee del Papa sono poco accettate anche in certi ambienti che dovrebbero garantire solidità di credo cattolico: anche questo è un martirio. Sono certa che Sua Santità soffra con corpo ed anima per tutti noi e per quelli che mancano di una comunicazione positiva con i fratelli di diversa confessione religiosa.

Sarà ricordato infatti per il recupero dei valori e per essere stato un punto di riferimento nel tempo del caos completo. La Signora lo ha posto nel Suo cuore e il suo simbolo di consacrazione è posto come un vessillo di gloria sulla veste bianca per il gran trionfo dei Santissimi Cuori di Gesù e Maria. La sua vita è stata ben spesa con un sacrificio pronto, generoso e leale” (dalle meditazioni di Debora)

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